In seguito al recente infortunio a cui è andato incontro durante alcune fasi di filming del nuovo video Daboot, Alvaro Dal Farra si sta riprendendo alla grande e già è al lavoro con delle nuove idee.
Testo di rockinthemiddle.com
Rider: Alvaro Dal Farra
Foto: Daniel Eduarte
Abbiamo deciso di fargli una piccola intervista, per conoscere più da vicino un’atleta che negli anni è cresciuto molto, non solo in ambito sportivo ma soprattutto nel ruolo che con il tempo si è saputo ritagliare in questo ambiente. Rider, showman, business man, una figura sana ed eclettica di grande carattere e valenza comunicativa, capace (non cosa da tutti) di rivolgersi ad un pubblico eterogeneo e non di settore. I momenti più difficili, l’esperienza e la sensibilità maturate in oltre 10 anni di attività fanno di lui e dei suoi consigli, utili strumenti per un sano sviluppo futuro di questi tanto amati quanto in certi casi dannati sport d’azione…
Ciao Alvaro,
ormai si sa che la medicina fa miracoli, ma vista la rapidità con cui migliori sicuramente ci stai mettendo del tuo …. A cosa stai lavorando e quali sono i prossimi obbiettivi che ti sei prefissato insieme ai dottori e fisioterapisti?
La medicina veramente fa miracoli e quando come me sei trattato da specialisti hai la fortuna di guarire meglio e più in fretta, ma la cosa più gratificante è quando queste persone super specializzate si stupiscono della mia rapida guarigione e della reazione immediata dei miei organi e del mio corpo.
Credo che non stare a piangersi addosso sia il segreto. Guardare sempre avanti senza pensare a quello che è stato ma focalizzare quello che sarà e che si vuole fare. Sto cercando di guarire bene e non mi sono prefissato nessuna tempistica, ma solo il risultato: guarire e tornare fisicamente al 100%.

Rider: Alvaro Dal Farra Flip No hand
Spot: Spagna Torres park
Foto: Riki Monti
Questo stop forzato ti ha certamente dato la possibilità di riflettere e pensare a molte cose importanti, come purtroppo è capitato a molti altri ragazzi che praticano questo tipo di sport. Cos’è a tuo avviso che li strega così tanto e dove è che un rider trova le energie e la motivazione per andare avanti anche dopo un grave infortunio?
Non lo so … io continuo solo a pensare positivo e sorridere, continuo ad impegnarmi e vivere con gli obbiettivi di sempre. Questo è il segreto credo: continuare come prima con la semplicità e la naturalezza di sempre mirando e focalizzando gli obbiettivi.
Parlaci un po’ della tua passione per lo snowboard e per le moto. Cosa cerchi in questi sport ma soprattutto quanto lavoro c’è ormai dietro a quello che fai?
La moto è sempre stata il mio primo amore, anche se platonico e non corrisposto da parte dei miei genitori che me l’ hanno sempre proibita. Poi in un secondo momento è sbocciato.
Lo snowboard è stata la mia prima vera esperienza e “love story” con gli sport estremi. Con queste discipline mi esprimo e mi completo. Ne ho bisogno per realizzarmi. Inoltre ci sono anche altre piccole sfaccettature mie personali che servono alla mia persona per perfezionarsi, ma non sfociano nello sport direttamente. Il professionismo rende tutto diverso , il piacere rimane piacere ma più difficile da raggiungere. Ce tanto impegno e sacrificio. Non è normale alzarsi alla mattina e andare a rischiare la propria vita saltando in moto e provando trick che se sbagliamo ti possono costare la vita … ma a noi piace così … ma non bisogna sottovalutare questa nostra dote e capacità. Bisogna cercare la serietà e farlo con la testa e il cuore. Quando sei un professionista passi anni ad allenarti, 5 volte alla settimana per due volte al giorno, così si raggiungono risultati che solo pochi si possono permette. E’ proprio qui che è difficile continuare a trovare il divertimento e il piacere; fondamentale per questo tipo di sport con così tanto rischio.
E nei giovani d’oggi, quanto c’è di passione e di professionismo da un lato ed invece pura voglia di apparire dall’altra?
Nei giovani c’è voglia di spaccare e fare bene, ma non capiscono che per farlo veramente bisogna farsi il culo e ci vuole tanto tempo … questo è il professionismo ed è qui la piccola differenza. Quando sei un professionista devi spaccare anche quando quel giorno non è quello giusto, per questo ci si allena tanto.
La troppa voglia di apparire non aiuta, ti può dare un po’ di stimolo all’ inizio ma poi ti blocca perchè l’apparire ti porta ad una soglia che ti limita.
Ti è mai capitato di girare contro voglia o magari non al 100% e in questi casi quanto contano l’esperienza ed il giudizio?
Sì mi è capitato, ci si allena tanto anche per questo, quando sei un professionista devi sapere gestire queste tue sensazioni , capirle, focalizzarle e riassumerle per girare in maniera sicura e con un buon livello anche quando la giornata non è quella giusta, ma devi anche capire se quel giorno è il caso di fermarsi o gestire la propria insicurezza. Questo può succedere ma non deve essere un’ abitudine.

Rider: Alvaro Dal Farra Tour down Transfert
Spot: Belluno Alve park
Foto: Giorgio De vecchi
In una recente intervista dichiari “…va bene lo show, ma forse è ora che anche il nostro sport abbia una commissione di sicurezza permanente.” Pensi sia realmente possibile coniugare gli enormi interessi che gravitano intorno a chi è “più matto” e “chi va più grosso”, con quelli invece tipici di uno sport in cui esistono delle regole da rispettare? Quanto pesa il marketing delle aziende nello sviluppo e nella crescita del livello sportivo e quanto invece è naturale crescita delle cose? In America, più avanti di noi per tanti aspetti, come sono messi?
Credo che ci voglia qualcuno che capisca e consigli o ascolti le problematiche dei riders nelle gare, è successo che questo è venuto meno e qualcuno c’ha lasciato la pelle. Non credo si possano dettare delle regole per fare sì che gli incidenti vengano meno, ma che si ascoltino le esigenze di chi salta e rischia. Tutto serve ormai siamo arrivati a dei livelli incredibili e gli sponsor possono servire per crescere ma possono anche danneggiare. Bisogna avere la testa e la consapevolezza di questo aspetto.
In America non saprei se possiamo definirli più avanti. Questi sport per loro sono fondamentali per noi rimangono ancora discipline secondarie. Lì la pubblicità si fa con l’Fmx e lo skate o lo snow … qui con Totti e il calcio. Questa è la differenza.
Come ti vedi da grande? Sempre nel settore o prima o poi molli e saluti tutti? Cosa pensano i tuoi sponsor, hai avuto modo già di confrontarti con loro sul futuro?
E’ da tanto che mi chiedo quando diventerò grande, ma forse sono già grande solo che non voglio rendermene conto. Sicuramente rimarrò nel settore, questa è la mia vita dove ho dato tanto e posso dare ancora molto, credo di avere scritto delle pagine di storia per l’Fmx e credo che potrò ancora farlo.
I miei sponsor sono tutti con me e mi rispettano molto sia come rider che come uomo, sanno che una volta che non andrò più in moto sarò molto propositivo in altri settori e con altri progetti, già ne ho avuto conferma.
Quali sono i tuoi nuovi progetti in ballo? Abbiamo sentito dire di un paio di giovani promesse su cui hai messo gli occhi e su una possibile futura carriera di team manager…
Sicuramente la mia esperienza potrebbe servire ad altri e dare ottimi frutti per entrambi. Sto seguendo alcuni rider che meritano e sono sicuro che con il tempo dimostreranno di avere grandi doti.

Rider: Alvaro Dal Farra lifestyle
Spot: Giappone
Foto: Ricky Monte
Grazie dell’intervista Alvaro! Ti faccio i migliori auguri per tutti i tuoi progetti e ti lascio lo spazio ai ringraziamenti.
Ringrazio: La mia Famiglia, i miei amici, chi mi è stato vicino in questo periodo di difficoltà, I Dottori che mi hanno seguito, Luca Filippin, Lorenz, Modesto e Riki, la palestra Power, Seb, tutti i Da Boot, iuter Crew, i miei sponsor che spaccano e chi mi vuole bene, ma soprattutto chi mi vuole male e che stia più sereno.
Ride To Party!
Un Ringraziamento speciale a Sergio, che non c’ è più e che ci protegga e assista sempre.












































