14/9/2011    ,

Ale Barbero ITW su BehindMag

Qualche giorno fa su Behindmag è uscita una bella intervista al nostro Alessandro Barbero beccato a Montpellier in occasione del Fise 2011. Ringraziamo la redazione di Behind per avercela fornita corredata di foto ed in italiano! Per chi volesse vedere Alessandro in azione sarà presente il 17/18 Settembre alla tappa di SuperEnduro a Punta Ala, proprio in riva al mare con una demo di dirt, perchè come si definisce lui… “mi ritengo un rider abbastanza completo” il dirt non lo disdegna affatto!

Ecco l’intervista:

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“Come ci si sente tornando al Fise nel 2011 da vincitore?”

“Mi fa sentire molto piu’ emozionato, anche perche’ arrivo da 3 anni veramente positivi e 3 podi di fila sulle spalle, cosa che forse nemmeno a Mark Webb e’ riuscita in park.
Ed e’ difficile, tutti hanno gli occhi puntati su di te, sponsor ed agente compresi, i ragazzini ti inseguono chiedendoti l’autografo, tutti ti fanno un sacco di domande, ti incitano … di conseguenza, un po’ di agitazione ne deriva.
La fine e’ imprevedibile, puo’ succedere tutto come puo’ non succedere niente, dopo 3 anni di vittorie e’ possibile perdere il podio o sbagliare la gara, o incappare in errori a causa della pioggia. La cosa fondamentale e’ che io ora sia in forma.
Ieri ho anche gareggiato in dirt. Era dal 2006 che non ci giravo, anno peraltro in cui ho anche conquistato un podio. E’ stato emozionante, mi sono divertito come un matto … da paura! Peccato per la pioggia, dopo la 3a run sono stati costretti a fermare la gara, mentre il mio unico pensiero era “voglio tornare su, voglio tornare su!”.

“A proposito, ti piacerebbe valutare anche diverse discipline in cui gareggiare?”

“Il park in bmx e’ la classe regina, anche negli Usa, mi ha sempre regalato enormi soddisfazioni quante vittorie, ma dopo anni di park sarebbe bello cambiare un po’.
Giro gia’ in mini, quando mi invitano alle gare partecipo sempre volentieri.
Ed ho deciso di ritornare anche al dirt. Io con il dirt jump ci sono cresciuto, dopodiche’ la sua evoluzione e’ stata esponenziale, a livello di strutture e grandezza dei salti. E’ noto che in Italia non esistano park che possano anche solamente avvicinarsi a quel livello, quindi diventa difficile allenarsi e puntare in alto.
Pero’ credo molto nelle mie possibilita’ e nel controllo che ho della bici. Le poche run di ieri lo hanno dimostrato appieno, mi hanno ripagato del lavoro svolto in tutti questi anni … e mi sono divertito, come non mai! Sicuramente ne faro’ altre, come cerchero’ di fare un po’ di tutto, perche’ mi ritengo un rider abbastanza completo”.

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“Come si riesce a vivere, o meglio, sopravvivere in Italia, di sola bmx? Immagino sia dura..”

“E’ durissima!Considera che i pro in Italia sono 3, me compreso, che riescono a vivere solamente di bmx. Ed e’ molto difficile, anche quando si e’ al top. La maggior parte delle persone non si rende conto di cio’ che fai e di come lo fai, quanti sacrifici bisogna affrontare.
Io passo 6 mesi negli Stati Uniti, a costante contatto con i migliori riders del mondo. Ed il semplice gesto di osservare cio’ che fanno o come lo fanno mi sprona ad essere piu’ creativo a 360° e mi ispira a provare costantemente cose nuove. Se non vivessi la’ per tutto quel tempo a quest’ora non sarei al Fise con 3 vittorie di seguito sulle spalle. Anche a livello europeo non esiste niente che ti possa far crescere cosi’ tanto.
La’ puoi allenarti in capannoni in cui puoi girare quando e quanto vuoi, dal mattino fino a sera inoltrata. Si puo’ passare una settimana intera ad allenarsi intensamente per riuscire a capire una manovra, come funziona, a che velocita’ farla, e soprattutto a come sbagliarla, che e’ fondamentale. Poi ci sono le settimane, anche piu’ di una di seguito, in cui ci si dimentica della foam pit per utilizzare il park in modo completamente differente, seguendo linee sempre diverse, provando in resian trick tecnici a volte gia’ sperimentati, cosa che infonde estrema sicurezza.
C’e’ il rapporto con gli sponsor, che richiedono presenza e tempo che non sempre si concede volentieri e che si passerebbe meglio in allenamento od in bici od in foam pit studiando nuovi e vecchi trick, da seguire e provare costantemente, praticamente tutti i giorni.
Poi viene la parte faticosa. L’inverno lo passo in palestra tutti i giorni con il mio preparatore, Lorenzo, un professionista bravissimo. In estate, invece, tra allenamenti in park e gare, la costanza mi manca per forza di cose, tempo e strutture insufficienti … dove la trovo al Fise una cyclette per fare un’ora di spinning?!? La preparazine fisica e’ fondamentale, perche’ esistono veramente poche persone che possono girare ad alti livelli senza curare la parte fisica. Anche Daniel Dheers lo fa, ad esempio. Forse Mark Webb non si allena … ma io ho anche 2 anni in piu’ di lui. Il tempo passa per tutti, e per assurdo piu’ invecchi piu’ devi allenarti.
Corsa, cyclette, spinning, top per le braccia, attivita’ aerobica. E’ cio’ che mi hanno consigliato anche al centro RedBull in Austria, per ottenere un maggiore e migliore livello di concentrazione, diminuire il livello di stanchezza, superare meglio il fuso orario, tonificare la massa che, con la bmx ed il tipo di sforzo che compio, inevitabilmente si appesantisce. Ed avevano ragione! Premesso che in un settimana passata la’ ti uccidono, grazie ai loro suggerimenti, tornato dopo un periodo massacrante passato negli States i test che mi hanno fatto hanno dimostrato che il mio fisico rimaneva enormemente sopra la soglia di fatica. E loro non erano nemmeno contenti, non mi hanno dato soddisfazione, non credevano possibile che io mi fossi allenato cosi’ bene! Se lo sono spiegati dandomi del vecchio, dicendo che con la vecchiaia si migliora!”

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“Nel momento in cui passi dal provare un trick in foam pit al park od al dirt, cosa deve passare per la tua testa?”

“Prima di tutto, il trick lo devi sentire gia’ tuo. Il tempo in cui lo puoi imparare e’ relativo e diverso da persona a persona. Un esempio stupido … il backflip, ad oggi, puoi essere in grado impararlo in un giorno o due, ma puo’ anche succedere di impiegarci una settimana intera. Secondo, ed importantissimo per chiunque, e’ ricordarsi alla perfezione ogni passaggio e movimento che si compie in foam pit. L’errore in cui si incappa abitualmente quando si passa alla resina e’ velocizzare i movimenti a causa della paura … capita anche a me. Quindi e’ d’obbligo fissare nella mente la velocita’ del trick, il modo in cui si stacca dal kicker e l’air time, ovvero quanto tempo hai a disposizione mentre sei in aria, che pero’ si acquista con tanto allenamento e varia da persona a persona. A meno che il salto non sia dritto, i trick sono sempre ciechi, e capire quanto tempo si ha a disposizione in aria senza vedere il landing e’ basilare.
Terzo, ma non meno importante, devi credere in cio’ che fai. Sempre. Possono servire anche mesi per chiudere un trick in resina … ad esempio, io in park ho impiegato mesi a chiudere tricks che ora sento miei, e che in foam pit chiudevo ogni volta. Poi arriva il momento in cui credi nelle tue possibilita’, e tutto si realizza.
Una cosa da non fare e’ provare un trick tanto per fare … e’ sicuro che non lo si chiuda o si cada male. Bisogna sempre crederci.”

“Parliamo del passaggio da Mirra Co. ad Hyper Bike. Da parte tua, com’e’ avvenuto?”

“Lo scopo di Hyper Bike era quello di trovare un rider che spingesse le loro bici sia in Europa che in America. I pro del loro team sono 3: io, Mike Spinner e Donnie Robinson in bmx race.
Hyper e’ un marchio storico, nato e cresciuto tra gli ‘80 ed i ‘90, le sue bici sono sempre state parte integrante del mondo race. Misero piede nel mondo del freestyle una volta in passato, ma ando’ male. Sono una grossa Company con grandi volumi di vendite, hanno un telaio american made ( e non saldato in Taiwan ) che e’ ottimo e con cui mi trovo benissimo. Hyper e’ un progetto diverso rispetto a quello di Mirra Co., si confa’ di piu’ alle mie caratteristiche di rider, mi danno spazio all’interno della Company chiedendomi consigli di sviluppo e spingono la mia immagine anche negli States.
Cio’ non toglie che non far piu’ parte di quel team mi rattristi molto, Dave Mirra e’ stato una guida che mi ha ispirato sin da quando ero piccolo e la persona per e con la quale io ora sono arrivato qui. Sono stati anni bellissimi, e non credo sia possibile dimenticarli. Ma sono contento della scelta che ho fatto.”

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“Nel mondo della bmx in particolare c’e’ una certa conformazione a livello di moda … diciamocelo, si vestono tutti in modo uguale. Tu invece sei una mosca bianca, non ti sei mai piegato, e lo si apprezza moltissimo. Come mai? Non te ne e’ mai fregato niente o cosa?!”

“Bellissima domanda! Non mi sono mai lasciato influenzare. Mi piace il mio stile, amo usare guanti colorati, la bici colorata … si tende ad usare i jeans skinny ma io, con la mia struttura fisica, figurati come potrei stare! Non me lo potrei permettere. Gia’ sono stretti quelli che porto solitamente ( e sono normal fit, ndr ).
Mi si dice sempre che assomiglio ad uno snowboarder nel modo di vestire … perche’ io ci sono cresciuto, nel mondo dello snowboard! Vado avanti per la mia strada, non mi lascio influenzare da questa new school, brakeless, che impera e che un po’ mi lascia perplesso.
Credo che ognuno sia libero di pensare e credere cio’ che vuole, ed e’ proprio cio’ che ho fatto. Mi e’ andata bene!
Chiaro, in bmx i pantaloni piu’stretti possono garantire maggiore sicurezza di non impigliarsi su catene, corone, pedaliere, freno … ma e’ una moda.
Da un certo punto di vista non ha fatto troppo bene alla scena, sembra ci sia poca personalita’ nei riders ed, ad esempio, per uno sponsor importante che si voglia buttare nella bmx cio’ puo’ essere un contro. In fondo, se uno sponsor e’ disposto a darti una mano ed aiutarti tu devi dargli qualcosa in cambio, non e’ cosi’ difficile. Ed e’ anche divertente! E’ bello farlo, a me piace.”

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“Tra 10 o 15 anni?”

“Risposta difficile. Finche’ rimarro’ a questo livello continuero’ a girare, e questa e’ la bella sfida. Dopodiche’, credo che continuero’ a girare in bici per sempre. Mi aiuta, mi fa sentire vivo”

“Ti piace anche la parte competitiva?”

“Mi piace, perche’ mi piace prepararmi. Chiariamo … si compete sempre contro se’ stessi. Esistono riders molto piu’ forti di me, e’ evidente, pero’ in gara si possono battere, come del resto successe l’anno scorso. E’ questione di preparazione psicologica. Non sono troppo competitivo, anzi! Anche perche’la mia posizione implica una certa responsabilita’, quella di dare alla gente cio’ che si aspetta quando chiamano il mio nome … trick spessi. E non e’ facile.
Giusto per fare un esempio … quando giro nei parchi italiani, addirittura, mi vergogno un po’ a “spaccare”. Le vedo, le espressioni della gente quando arrivo e faccio tricks che neanche si immaginano. Spesso, quindi, cerco di essere simpatico, di andare passo per passo per evitare che i ragazzini imparino nel modo sbagliato, cosa che sarebbe stupida. Tornando alla domanda di prima…
Non so cosa ne sara’ di me. Non so se saro’ ancora in Italia, brutto da dire ma e’ cosi’. All’estero mi trovo meglio, anche a livello di semplici cose. Si hanno maggiori opportunita’, molte piu’ porte aperte, maggiori servizi. Trovare un buon lavoro sarebbe grande, e non sono ancora certo di rimanere nell’ambiente. Il mondo della bmx e’ un mercato talmente piccolo che non sono sicuro di voler rivedere la stessa gente anche nel mio lavoro! Dovrei andare in guerra anche li’, forse… ( ride, ndr ). Sembrerebbe una seconda session di competizioni, e non ho voglia di arrivare a questo.
Mi piacerebbe risparmiare un po’ di soldi, fare qualche investimento non pazzesco, come comprare una casa. E mi piacerebbe aprire un ristorante, questo si’! Sono un fan del cibo messicano. Ma non c’e’ ancora niente di certo.”

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“Possibile destinazione?”

“La California, dove ci sono un sacco di porte aperte. Tra l’altro, quest’anno ho firmato con Wassermann che gestisce il mio management e la cui casa madre si trova la’. Potrebbero trovare un sacco di opportunita’ da offrirmi, come fare lo stuntman o lavorare con Skullcandy per la tv. Magari vivere un paio di anni la’, dove tra l’altro le case costano un po’ meno, quasi come un appartamento a Ceva!( ride di nuovo, ndr ). Ovvio che non mollerei l’Italia del tutto, potrei aprire un mio park e continuare a girare qui.”

“Consigli per chi si butta nella bmx?”

“Non seguire la nuova moda.
Vedere la bmx per cio’ che e’, una bici … da bambino! Cominciare a giocarci, e scavare nella propria fantasia. Girare per strada, e trovare ad esempio un marciapiede che possa sembrare un kicker, ed usarlo, come feci io. Girare in mini, senza spina … io sono cresciuto in mini. E li’ facevo un trick dopo l’altro, senza nemmeno sapere di esserne capace. Quando vidi il park, pensai subito che lo avrei usato come una mini … e cosi’ fu.
Girare in sicurezza con protezioni addosso, casco prima di tutto. E’ fondamentale. Purtroppo gli esempi che vengono dati non sono belli, di rider che nei video non usano niente in quanto seguono le mode … e’ stupido.
E deve piacere!
A me e’ sempre piaciuto il supercross … per assurdo, quando guardo il supercross trovo piu’ motivazione per girare in bmx che guardando le bmx stesse.
Mi piacerebbe comprare una moto, ma non ho tempo a disposizione! E parlo di supercross o motocross freeride, il freestyle mi piace ma ora come ora mi ha stancato, nonostante abbia massimo rispetto per i freestylers, che rischiano l’impossibile e lavorano durissimo per ogni trick proprio come noi.
Cosa dire di piu’?! All day, every day!”

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